Poche ore dopo la strage la gente era già in fila davanti alle armerie. Allarme emulazione: tre persone arrestate

La strage e la paura. Dopo la tragedia di Denver la gente si sente meno sicura. Ma la conseguenza, inaspettata, è l'aumento repentino della vendita di armi automatiche, nelle ore immediatamente successive ai fatti. Lo rivela il Denver Post, secondo il quale nello stato del Colorado, dove si trova la città teatro della sparatoria, la domanda di armi è cresciuta rapidamente del 41%. A Parker, cittadina del Centennial State, davanti all'ingresso del negozio Rocky Mountain Guns and Ammo si erano radunate da 15 a 20 persone in attesa di entrare, già poche ore dopo la tragedia. Una sorta di paura improvvisa e incontrollata si è allargata a macchia d'olio contagiando centinaia di semplici cittadini che si sono precipitati nei negozi d'armi. Il Colorado Bureau of Invastigation nel week end successivo alla sparatoria ha approvato 2,887 richieste di acquisto di fucili e pistole, un numero incredibilmente alto, il 43% in più rispetto ai giorni precedenti, e il 39% superiore al primo wek-end di luglio
«VOLEVO UCCIDERE IL MIO CAPO» - Ma la strage di sabato al cinema di Denver ha destato molta impressione un po' ovunque negli Stati Uniti. E, purtroppo, anche alcuni tentativi di emulazione: tre uomini sono stati accusati di minacce durante o dopo avere assistito alla proiezione dell'ultimo episodio dell'eroe mascherato e per questo sono stati arrestati in tre diversi episodi. Un uomo del Maine è stato fermato domenica dopo avere detto alle autorità che stava andando a sparare al suo ex capo. Il sospetto, Timothy Courtois, ha detto di avere visto il film sabato, ma la polizia non è stata in grado di verificare la sua affermazione. Courtois inizialmente era stato fermato per eccesso di velocità e la polizia ha trovato nella sua auto un Ak-47, quattro pistole, munizioni e ritagli di giornale a proposito della sparatoria di Aurora. La polizia ha in seguito perquisito la casa del sospetto, trovando una mitragliatrice, diverse altre armi e migliaia di munizioni.
«DOVREI FARE COME IN COLORADO»- Nel sud della California un 52enne è stato arrestato per essersi lamentato di un ritardo nella proiezione del film, urlando «dovrei fare come in Colorado» e «qualcuno ha una pistola?». L'uomo, Clark Tabor, aveva con sé uno zaino, rivelatosi poi innocuo. In Arizona, infine, circa 50 spettatori del cinema hanno lasciato la sala in preda al panico a causa del comportamento di un uomo che poi si è scoperto essere ubriaco e che aveva uno zaino sospetto sulle ginocchia. Al suo interno la polizia ha trovato una bottiglia di alcool vuota e un'altra semivuota e l'uomo, il 27enne William Borboa, è stato arrestato per schiamazzi e molestie, per minacce e per intimidazioni.
Redazione Onlinecorriere.it
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